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Di cosa si tratta?

Cos'è una "culla per la vita"?

Nate nel Medioevo per ospitare i neonati abbandonati dalle madri in difficoltà, in Italia le ruote degli esposti sono sopravvissute fi no all’inizio degli anni Venti del ‘900. Le ruote erano presenti anche ad Este, nell‘Hospitale della Chiesa della Madonnetta, in Piazza Trento (trasferita nel 1883 presso l’Ospedale Civico) e a Monselice presso la Chiesa di San Tommaso.


Ma il triste fenomeno dell’abbandono dei neonati purtroppo non è rimasto un ricordo del passato. Fu così che nel 1992 il dottor Giuseppe Garrone, fondatore del Movimento per la Vita di Casale Monferrato, ebbe l’intuizione di riproporre la ruote in una versione moderna.

La prima “culla per la vita” venne realizzata nel 1995.

Da allora in tutta Italia ne sono state costruite 47.


La versione moderna della ruota degli esposti consiste in una culla termica (la stessa che viene utilizzata nei reparti maternità) collegata ad un allarme e ad una telecamera. Il meccanismo lascia il tempo necessario alla mamma per depositare il piccolo ed allontanarsi, senza però essere ripresa.

L’allarme in genere è collegato ad un vicino Pronto Soccorso, in modo che nel giro di pochi minuti il personale sanitario possa accorrere per prendere il bambino. Vi sono culle inserite nelle pareti di ospedali o di istituti di carità e ve ne sono altre attorno alle quali è stata costruita un’apposita struttura, per segnalarne meglio la presenza.


Vogliamo ricordare che negli ultimi anni sono aumentati sia i casi di parto anonimo in ospedale (se ne stimano circa 400 l’anno), sia gli abbandoni di neonati (a volte persino nei cassonetti).

A Roma, Milano, Firenze e Giarre (CT) le culle hanno salvato la vita a dei bambini che altrimenti avrebbero rischiato di morire.



Per saperne di più: www.culleperlavita.it - www.mpv.org